Pianoforte senza confini
Giacomo Ronchini dà espressione alla propria voce interna attraverso uno strumento, il pianoforte, senza aver bisogno di alcun artificio, attingendo alla grande tradizione pianistica europea ma senza esserne epigono in alcun modo. La Bossa-nova come l’abbiamo sempre ascoltata lascia spazio ad una visione sempre più moderna e colta della musica di Jobim, così permeata di spunti compositivi novecenteschi. Il pianista Giacomo Ronchini li sottolinea nei suoi arrangiamenti con veri e propri sviluppi compositivi dei temi svelando le influenze europee attraverso un’atmosfera minimalista tipicamente “rive gauche” di fine anni ’50. Ronchini presenta inoltre una personale e rara versione pianistica delle pagine di Piazzolla, attenendosi strettamente allo stile e al materiale compositivo originale.